Piazza San Pietro - Curiosità



Il grandioso obelisco che tutti oramai conoscono ornare il centro della famosa piazza ellittica proviene dall'antico Egitto ed ha più di 3200 anni. Fu fatto trasportare a Roma nel 37 d.C da una nave che, come ci racconta Plinio, fu fatta costruire appositamente, per poi posizionarlo nel circo di Caligola.

Passarono circa 1500 anni e chiaramente lo scenario intorno all'obelisco mutò radicalmente, ma esso, considerata pure la sua enorme mole (25 metri di altezza per 350 tonnellate di peso!) rimase dove Caligola lo fece originariamente porre, anche se oramai semisepolto dall'incuria e dal corso dei secoli.

Sin dal tempo del Papa Nicolò V (1450 circa) si voleva portare l’obelisco al centro della piazza, a circa 250 metri da dove era rimasto, ma le enormi difficoltà tecniche impedivano tale realizzazione. Solo dopo circa 150 anni, però, l’energico Papa Sisto V riuscì a portare a termine l’impresa.

Tra i vari progetti presentati per lo spostamento del colosso, quello dell’architetto Domenico Fontana incontrò l’approvazione del Papa. Disegni tecnici di Domenico Fontana sull'erezione dell'obelisco

Il Fontana realizzò con la massima precisione il suo progetto: eresse una vasta e robusta impalcatura intorno al monolite, lungo una sorta di strada pensile, ed infine un "castello" attorno a quella che sarebbe stata la finale collocazione (vedi figura). Il tutto con un ardito sistema di argani e carrucole.

L'operazione si rivelò delicata e molto complessa, e andò avanti da aprile a settembre 1586, con l'impiego simultaneo di 44 argani, 900 operai e 140 cavalli. Per dirigere i lavori di questa enorme quantità di lavoratori, il famoso architetto si era fatto erigere un'impalcatura e da essa dava gli ordini ai suoi collaboratori, ordini che venivano trasmessi a suon di trombe e di tamburi e con segnalazioni di bandiere.

Nella previsione delle difficoltà e dei pericoli dell’impresa, l’architetto aveva ottenuto che nel corso dei lavori piazza S.Pietro fosse completamente sbarrata, e che alla folla di curiosi fosse vietato di emettere qualsivoglia rumore e di pronunciare anche una sola parola.
La pena di morte attendeva i contravventori. Racconta un cronista dell'epoca che per rendere più efficace lo strano editto fu innalzata nella piazza una forca, presidiata dal carnefice e dai suoi aiutanti.

Qui il racconto, finora storico, si mescola con la leggenda.

Si dice che il 10 settembre 1586 arrivò il momento finale, il più difficile, cioè il momento di issare l'obelisco sopra il basamento. Con un’azione divisa in 52 riprese si era riusciti a porlo verticalmente e a sollevarlo sulla base, quando ad un tratto gli operai si accorsero che, a causa dell’attrito, le corde minacciavano di rompersi. L’obelisco arrestò la sua ascesa. L’architetto, sgomento, non sapeva che fare.

Era l'urlo di un capitano di nave, di nome Bresca che, data la sua lunga pratica con l’uso delle corde, sapeva che esse sotto l’azione dell’acqua si restringono resistendo meglio al cedimento. Grazie al suo consiglio l’obelisco potè essere raddrizzato completamente e l'opera fu compiuta.

Bresca, invece di essere ucciso, fu chiamato davanti a Sisto V ed invitato a chiedere una grazia. L'uomo, originario di Sanremo, domandò di avere il privilegio, per sè, per la sua famiglia e per i suoi discendenti, di fornire al Vaticano le palme per la cerimonia della domenica delle Palme. Il monopolio fu accordato.

I parmureli sanremesi durante la processione della Domenica delle Palme

Sarà anche una leggenda quella del capitano sanremese, ma è un fatto ormai assodato che il Vaticano tiene tuttora fede all'antico patto, per cui, ancora oggi, i discendenti del capitan Bresca sono i fornitori ufficiali delle tradizionali palme intrecciate (i cosiddetti “Parmureli”) per il Vaticano, ed è grazie al coraggio del loro progenitore che oggi tali discendenti godono di un discreto benessere.

A Sanremo, al capitano Bresca è stata dedicata una piazza nel centro del quartiere marinaro della città.



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